BERSERK – L’Epoca d’Oro

gatsu vs grifis

C’è chi, come me, auspicava in un proseguimento dopo l’anime gradevole ma non certo eccelso prodotto alla fine degli anni Novanta. E invece ciccia. Gran peccato.

Mentre coltivo il sogno di poter assistere alla trasposizione animata del mitico duello sulla Collina delle Spade godiamoci intanto il reboot cinematografico della grandiosa saga dai contorni dark fantasy di Berserk.

Tratto dal capolavoro del mangaka Kentaro Miura, che ha venduto più di 30 milioni di copie in tutto il mondo (tuttora ben lungi dall’avere una conclusione), Berserk – L’Epoca d’Oro approda nei cinema il 14 e 15 ottobre come evento. Dopo Rebuild of Evangelion una nuova maratona, un appuntamento imperdibile per tutti gli appassionati di animazione giapponese, che non si lasceranno certamente sfuggire la possibilità di vedere i primi due capitoli ambientati nella cosiddetta Età dell’Oro, “L’uovo del Re Dominatore” e “La Conquista di Doldrey”, in un’unica sera.

Una nuova narrazione delle origini del Guerriero Nero, questa volta più fedele all’opera originale del maestro Miura. Nei campi di battaglia del regno di Midland si aggira un ragazzo, un giovane ed imbattibile mercenario che conduce una vita priva di desideri e sogni, combattendo una battaglia dopo l’altra senza schierarsi mai. Sotto lo stesso cielo vive un altro ragazzo mosso da ambizione propositate e che conduce un’esistenza superomistica. Un giovane condottiero che sta raccogliendo intorno alla sua persona un valoroso gruppo di soldati, la Squadra dei Falchi. In uno scenario di profonda violenza il Karma intreccerà i fili per favorire il loro incontro. La loro amicizia sarà destinata a plasmare gli equilibri che governeranno il futuro del mondo mentre, nascosta nelle tenebre, la Mano di Dio attende.

Ma Berserk non è solo questo. Berserk è passione, vita, estasi. Una profonda riflessione sulla malvagità e sul libero arbitrio. A tratti assume le caratteristiche di una dolce fiaba romantica, subito dopo ti trascina in un vortice di follia e voluttà. Che valore siete in grado di dare all’amicizia? E ai sogni?

Il manga esplora anche l’amore e la tematica erotica, e qui la tavolozza del maestro Miura si fa ricca di colori e sfumature. Il sesso infatti è passione vibrante e pericolosa: può portare all’amore più vero e assoluto ma allo stesso tempo può scatenare demoni morbosi fino a diventare la più crudele delle torture.

Lasciatevi incantare.

«È ridicolo… più lo capisco e più lo ammiro… ma adesso sono stufo di nutrirmi del suo sogno e guardarlo dal basso. Ora voglio raggiungerlo con qualcosa di mio.»

«Si vive una volta sola. Altre certezze non ne abbiamo.»

«In quel dolce sonno, senza sapere perché, mi tornò in mente una scena di quando ero piccolo. Seduto su un tronco ero intento a spalmarmi la pomata che mi aveva dato Gambino. Accanto a me luccicava fioca una spada troppo grande per un bambino

–          Gatsu

«C’è chi sogna di dominare il mondo e chi dedica tutta la vita alla creazione di una spada. E se c’è un sogno a cui sacrificare tutti se stessi, c’è anche un sogno simile a una tempesta che spazza via migliaia di altri sogni. Non c’entra la classe, né lo status, e neppure l’età. Per quanto siano irrealizzabili, la gente ama i sogni. Il sogno ci dà forza e ci tormenta, ci fa vivere e ci uccide. E anche se ci abbandona, le sue ceneri rimangono sempre in fondo al cuore… fino alla morte. Se si nasce uomini, si dovrebbe desiderare una simile vita. Una vita da martiri spesa in nome di un dio chiamato “sogno”.»

«Si nasce per caso, senza volerlo. Molti finiscono per trascorrere una vita senza significato, ma io non sopporterei un’esistenza simile.»

«Fra mille compagni e ancor più nemici solo tu, soltanto tu mi hai fatto dimenticare il mio sogno.»

–          Grifis

« Forse… sono soltanto uno che si erge con la spada infranta… dalla più profonda disperazione. »

–          Cavaliere del Teschio

menestrellino

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Informazioni su Shiri Clod

Romantico cacciatore di chimere perso nella fantasia. Nato con ogni probabilità nell'epoca sbagliata. Un «clown irlandese», proprio come voleva Joyce
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